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Naturalistico del Monte Fulgenti
Dal nome del monte (Fulgenti 1006 m) che si erge a nord-est del paese,
questo itinerario, oltre a presentare suggestive vedute panoramiche, rivolte
verso il Golfo di Policastro, Maratea, Palinuro, la Valle del Mingardo,
il Monte Bulgheria e la catena del Cervati, risulta ricco di ambienti
diversi, che vanno dalla natura ancora intatta di prati e boschi al territorio
umanizzato da secoli di civiltà pastorale e contadina, ancora genuino
e indenne da alterazioni (testimoniato dalla presenza di ruderi di costruzioni
pastorali, dai resti della leggendaria Fulgenti, dalle nevere, dalla famosa
grotta "ri Fuiento" e da altri segni della presenza umana).
Naturalistico delle Creste
E' un itinerario che, per le sue caratteristiche morfologiche, si sviluppa
lungo le varie sommità, seguendo il crinale che, dalla piana del
Fulgenti (1006 m) raggiunge la piana di Tempa della Castagna (1360 m).
Si tratta di un percorso panoramico che consente di avere un contatto
immediato e diretto con l'ambiente, abbandonando qualsiasi tipo di presenza
legata all'uomo. Siamo nel regno della flora e della fauna, in cui le
uniche "presenze" sono le orme di cinghiale, il girovagare delle
volpi, il volteggiare dei falchi, il martellare del picchio, il tutto
a contatto con una natura diversificata, a volte aspra a volte gioiosa,
nella sua esplosione, in miriadi di fiori multicolori, che tappezzano
i prati montani.
Naturalistico delle Cime
Prevalentemente paesaggistico è un percorso che richiede buone
doti di resistenza fisica, atte ad affrontare ripide salite e discese,
in un continuo che va dal Monte Antilia (1316 m), prosegue per Tempa del
Ciglio (1339 m), Campanaro Giungoli (1448 m), per concludersi sulla Rotonda
(1486 m), la vetta più alta del territorio comunale. I rilievi
montuosi del percorso sono ricchi di aspetti naturali straordinari e di
caratteristiche prospettive verticali, che si aprono su di un paesaggio
di inconsueta bellezza.
Storico artistico
Nel Centro Storico di Laurito, ai piedi della maestosa facciata della
chiesa di S. Giovanni Battista, ricostruita nel 1948 sull'esistente chiesa
monima del 1400 circa, nella quale particolare interesse suscitano l'organo
a canne (fine 1600) opera del Carelli con pannelli dipinti della scuola
napoletana, una Pala lignea di San Raffaele, la statua in legno di SanGiovanni
Battista realizzata dal Pierri nel 1766 è situato il punto di partenza
di questo percorso che, sviluppandosi sia all'interno che all'esterno
del centro abitato, ci consente di ritrovare elementi storici (resti di
torre medioevale) e artistici (portali in pietra locale e slarghi), la
chiesa di S. Filippo d'Agira del XIII secolo con gli affreschi che costituiscono
la decorazione delle pareti e della volta della cappella gentilizia della
famiglia Monforte e la statua in argento di San Filippo d'Agira, la piccola
chiesa di Santa Maria, la chiesa della Madonna del Carmine, posta in località
omonima, fondata nel 1618 in occasione dell'Istituzione della Congregazione
dei Padri Dottrinari ad opera del Sac. Gianfilippo Romanelli, la caratteristica
chiesetta rurale della Madonna del Cielo meta di pellegrinaggio in occasione
dei festeggiamenti nella seconda domenica di settembre, il Palazzo Baronale
della famiglia Speranza ed i resti del Palazzo Ducale, che testimoniano
l'antico splendore di cui godette il paese nei secoli addietro.
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